Descrizione
Tra la morte di Nicolas Poussin e l’emergere di Antoine Watteau, la pittura di paesaggio in Francia conobbe un periodo di inaspettata ricchezza e diversità. Tuttavia, a lungo relegata a genere minore e decorativo, rimane uno dei grandi territori inesplorati della storia dell’arte di questo periodo, soprattutto a causa delle difficoltà nell’attribuire le opere. Frutto di dodici anni di ricerca, quest’opera offre il primo studio esaustivo sulla pittura di paesaggio durante il regno di Luigi XIV. Hugo Coulais restituisce il giusto riconoscimento ad artisti che la storiografia aveva gradualmente relegato nell’oblio e rivaluta il contributo di pittori come Francisque Millet e Jean Forest all’evoluzione della pittura francese. Grazie a monografie e cataloghi ragionati di una trentina tra i principali pittori paesaggisti attivi in questo periodo, da Allegrain a Millet, da Forest a Domenchin de Chavanne, passando per Ferguson, Hérault, Rousseau e Rysbrack, questo studio porta alla luce centinaia di opere inedite e restituisce la straordinaria vitalità di una tradizione pittorica poco conosciuta. Al crocevia tra l’eredità della pittura paesaggistica “classica” e una nuova sensibilità basata su colore, atmosfera ed emozione, il libro rivela un momento cruciale nell’arte europea.


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