Descrizione
Questo volume reinterpreta la ritrattistica romana, guardando oltre il cuore dell’impero e verso i suoi vivaci confini.Sebbene le statue e i busti di Roma abbiano da tempo catturato l’attenzione degli studiosi, la straordinaria diversità dei ritratti prodotti nelle cosiddette periferie dell’impero è rimasta inesplorata. Man mano che nuove scoperte e progetti di ricerca, come il Palmyra Portrait Project, ampliano la nostra comprensione della cultura visiva provinciale, emergono nuovi interrogativi sulla natura, la funzione e l’interpretazione della ritrattistica d’epoca romana.Questo volume rivisita la ritrattistica guardando oltre il nucleo dell’Impero romano, fino alle sue vibranti zone di confine, rivelando come le tradizioni di rappresentazione dell’individuo variassero notevolmente a seconda delle città, delle regioni e del tempo. I contributi qui raccolti esaminano sia l’adesione che gli scostamenti dalle convenzioni ritrattistiche tradizionali, evidenziando le negoziazioni creative tra identità locali e norme visive imperiali, confrontandosi con un’ampia gamma di media – scultura, mosaici e dipinti – e affrontando questioni come le pratiche di laboratorio e la circolazione delle risorse. Casi di studio esplorano la rielaborazione e il riutilizzo, la ricostruzione dei contesti espositivi e lo sviluppo di linguaggi visivi regionali nel tempo. Spostando l’obiettivo dal centro alle situazioni regionali, questo volume rivela i ritratti come potenti espressioni di identità e intrecci culturali nell’antico Mediterraneo e nell’Asia occidentale.


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