Descrizione
Il volume esplora il ruolo decisivo di Wassily Kandinsky (1866–1944) nel rinnovamento dei linguaggi visivi del Novecento, ripercorrendo la nascita e l’evoluzione dell’astrattismo dalle avanguardie storiche al secondo dopoguerra. Accanto a maestri come Paul Klee, Jean Arp, Joan Miró e Alexander Calder, Kandinsky contribuisce a definire un’arte capace di superare il dato reale, fondata su una nuova sensibilità spirituale e formale che segnerà profondamente la cultura europea. Un’attenzione particolare è dedicata all’influenza esercitata sulla scena italiana: dalla storica personale del 1934 alla Galleria Il Milione, che orientò artisti come Lucio Fontana, Osvaldo Licini, Fausto Melotti, Manlio Rho, Enrico Prampolini e Atanasio Soldati, fino al secondo dopoguerra, quando gruppi come Forma 1, MAC e Origine e figure quali Carla Accardi, Giuseppe Capogrossi, Piero Dorazio, Achille Perilli ed Emilio Vedova trasformarono la sua lezione in nuove declinazioni dell’Informale e dell’Espressionismo astratto.


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