Descrizione
Dopo gli studi presso la scuola di Arti e Mestieri di Faenza diretta da Antonio Berti, inizia a lavorare come intagliatore presso la locale Ebanisteria Casalini. Impara le tecniche d’incisione del legno e si dedica a lavori di decorazione grafica.Nel 1996 comincia a dedicarsi all’illustrazione e presenta le sue xilografie alla Mostra Internazionale di Belle Arti di Milano. Nel 1988 partecipa alla Quadriennale d’Arte di Torino riscuotendo un ulteriore successo di critica. L’anno successivo si iscrive alla Scuola Libera di Nudo Accademia di Belle Arti di Firenze. Partecipa alla Biennale di Venezia del 1910 alla mostra Roma 1911 e ancora alle Biennali di Venezia del 1912 e del 1914 Nel 1912comincia a pubblicare a Forli con Antonio Beltramelliil periodico «Il romanzo dei piccoli».Nel 1915 ottiene l’abilitazione all’insegnamento e inizia l’attività didattica alla Scuola di disegno Minardi di Faenza. Tra i suoi allievi si segnala Serafino Campi. Grazie alla sua notorietà partecipa alle mostre italiane più importanti come l‘Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia e alla prima Esposizione Internazionale d’Arte di Roma nel 1914 e alle esposizioni europee, fino alla pausa imposta dallo scoppio della prima guerra mondiale. Durante la guerra cade prigioniero e viene rinchiuso nel campo d’internamento di CELLE I disegni realizzati nel periodo 1917-18 vengono poi raccolti nell’album Cellelager. L’esperienza della prigionia lo cambia profondamente..Tornato alla vita civile, nel 1919 inizia a lavorare la ceramica, attività che continuerà a sviluppare, in particolar modo tra il 1920 ed il 1925 con risultati artisticamente molto felici. In questo periodo collabora con Anselmo Bucci con cui realizza un’opera esposta e premiata all’Expo di Parigi nel 1925.Nel 1924 fonda a Faenza e dirige fino al 1926 la rivista Xilografia, per conto dell’Editore Lega, con il proposito di raccogliere la collaborazione dei migliori xilografi italiani. Nello stesso periodo disegna le prime pagine di diversi numeri della rivista La Piê di Aldo Spallicci.Nel decennio dal 1920 al 1930 si afferma come esponente di successo dello stile déco. Nel 1927 partecipa all‘Esposizione Internazionale d’Arte Decorativa dell’ISIA di Monza, organizzandovi anche la mostra per la sezione romagnola.Dagli anni trenta in poi gradualmente abbandona la sua produzione ceramica dedicandosi in prevalenza alla pittura a olio.Negli anni cinquanta si dedica all’intarsio su avorio.La sua città natale ha organizzato la mostra “Francesco Nonni xilografo” nella Pinacoteca Comunale (dicembre 2009-febbraio 2010).Nel 2017 molte sue opere sono state esposte nelle mostre dedicate all’Art déco tenutasi ai Musei di San Domenico di Forlì, al Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza e al Museo di Saludecio e del Beato Amato.


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