Descrizione
Un volume riccamente illustrato che accompagna la prima retrospettiva della scultrice americana nera e indigena Edmonia Lewis.
Edmonia Lewis (1844–1907) infranse le barriere internazionali, razziali e di genere quando, nel 1866, si recò a Roma per unirsi ai principali scultori americani della sua generazione. Creò acclamate opere figurative in marmo e ottenne un grande successo, ma il suo status di donna nera di discendenza indigena (Mississaugas of the Credit First Nation) complicò l’accoglienza critica della sua opera. Dopo la sua morte, il suo contributo alla scultura americana fu ampiamente trascurato.
Accompagnando la prima retrospettiva monografica dell’artista, questo volume riccamente illustrato riproduce esempi di tutte le opere note di Lewis e condivide nuove scoperte che illuminano la sua visione artistica di comunità, riforma e resilienza. I saggi pongono le sue sculture in dialogo con i movimenti abolizionisti e femministi e prendono in considerazione i temi affrontati dall’arte di Lewis, tra cui l’arte indigena, i riformatori sociali e politici e i soggetti religiosi e mitologici.


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