Descrizione
L’autore, professore di intarsio all’École Boulle e dottore in Storia dell’Arte, descrive la vita e l’opera di questo eccezionale ebanista con la prospettiva combinata di un artigiano e di uno storico.
André-Charles Boulle (1642-1732) era già considerato, all’età di 30 anni, “il più abile ebanista di Parigi” (Colbert). Fu l’unico artigiano della sua generazione a combinare diverse competenze, tutte volte a contribuire alla bellezza degli oggetti da lui creati. Il suo nome è infatti associato al suo talento nell’intarsio; sviluppò l’arte di rivestire i mobili con tartaruga e metallo (ottone, stagno o rame), un processo che divenne noto come intarsio Boulle. Fu anche un virtuoso della “pittura su legno”, una tecnica che combinava diverse essenze lignee per creare bouquet, volute, ghirlande e arabeschi. Fu anche disegnatore, ebanista e falegname, e padroneggiò l’arte della fusione del bronzo. In seguito, gestì un proprio laboratorio di bronzo, dove a volte scolpiva i propri modelli e si esercitava nella cesellatura e nella doratura.
Ci ha lasciato magnifici mobili, ma anche oggetti più piccoli: scrivanie, console, orologi, scatole e numerosi disegni manoscritti o incisi, che l’autore è lieto di presentare attraverso numerose fotografie e di commentarli, specificandone la storia, le tecniche utilizzate, i tipi di legno e i materiali impiegati. Occasionalmente, ne include disegni e, per illustrare meglio i numerosi dettagli, alcuni disegni di grandi dimensioni sono presentati su tavole pieghevoli.
Il libro inizia con una panoramica delle tecniche di intarsio utilizzate da Boulle: disegno, materiali, taglio e relativi strumenti, il concetto di “parte” e “controparte”, intarsio su legno (o pittura su legno) e incisione. Il libro racconta poi la vita dell’ebanista, specificando il suo contesto storico all’interno della comunità artigiana parigina del XVII secolo, la sua famiglia con Jean Bolt, il padre, anch’egli ebanista, la sua giovinezza e la sua rapida ascesa nell’arte, culminata con l’ospitato per 60 anni al Louvre dal re, che lo pose così al di sopra delle regole della corporazione. L’autore ci ricorda che Boulle era anche un appassionato amante dell’arte e collezionista, il che lo portò ad avere costantemente creditori alla porta e persino a finire in prigione per debiti.
Il testo è intervallato da numerose fotografie accompagnate da descrizioni delle opere di Boulle, così come di quelle di alcuni ebanisti contemporanei che lo influenzarono o, al contrario, ne seguirono le orme, e di alcuni mobili successivi che presentano pannelli intarsiati del Maestro riutilizzati da altri. Il libro si conclude con un resoconto di un laboratorio parigino che ha recentemente eseguito una copia meticolosa di un mobile Boulle.


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