Descrizione
Dal 1649 al 1651 Velázquez si recò in Italia per un incarico molto particolare: acquistare opere d’arte per decorare il palazzo dell’Alcázar a Madrid. Il pittore sivigliano era il braccio destro di Filippo IV a Roma, centro internazionale dell’arte nel Seicento, dove visitò le collezioni delle famiglie più importanti come i Medici, i Ludovisi e i Borghese e, soprattutto, quelle riunite dai papi da Giulio II a Innocenzo X nel palazzo del Belvedere in Vaticano. Tra le opere che Velázquez portò in Spagna – per l’Alcázar, dove rimasero fino a quando l’edificio non fu devastato da un incendio nel 1734 – spiccano le sculture raffiguranti Dionigi, Arianna e Niobe. La maggior parte di esse sono calchi in gesso realizzati nel Seicento da maestri italiani come Bonucelli, e oggi costituiscono una testimonianza eccezionale dello stato in cui si trovavano le sculture al momento dell’acquisizione da parte di Velázquez. Tutte le sculture subirono ampie modifiche nei successivi restauri, soprattutto nel XVIII secolo, e i calchi rivestono pertanto un eccezionale valore artistico, storico e documentario. Sono stati riuniti per la prima volta dalla loro dispersione nel 1734.


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